Tavolo Aperto di Categoria: definita la Piattaforma di Richieste per un CCNL in Audiovisivo per gli Interpreti

Il Tavolo Aperto di Categoria promosso da RAAI a maggio e aperto a qualunque professionista abbia voluto partecipare e contribuire, indipendentemente da qualsiasi appartenenza o iscrizione o meno a qualsiasi associazione o sigla, sindacale o non, ha raggiunto dopo 5 mesi di lavoro la definizione della piattaforma di richieste per un CCNL in Audiovisivo per gli interpreti.
Riportiamo qui di seguito innanzitutto le differenze con la piattaforma SLC-CGIL.

Differenze principali da piattaforma SLC-CGIL 

Si è ritenuto che la divisione delle paghe minime in 3 gruppi di ruoli operata dalla SLC-CGIL – oltre a non favorire l’unità di posizione e la coscienza di categoria – comporti il rischio che il minimo della fascia superiore finisca per venire utilizzato strumentalmente come un tetto (seppur impropriamente) per la fascia inferiore, finendo così per “ingabbiare” le paghe.
Esempio: “Ma quella è la paga minima dei protagonisti, non possiamo riconoscerla a chi non lo è”.
Nota: in tutti i paesi europei analizzati, la divisione in gruppi di ruoli è utilizzata solo in Spagna, mentre in Francia, Germania, Austria, Svizzera, Inghilterra la paga minima è unica.
Il Tavolo Aperto di Categoria ha optato dunque per un minimo unico (e sensibilmente più alto) per tutti, che rimandi esclusivamente alla libera contrattazione la naturale differenziazione delle paghe.
Il minimo unico eviterebbe inoltre la difficoltà di collocare ogni volta il ruolo nella fascia corretta: la potenziale casistica è davvero vasta e supera probabilmente qualsiasi definizione e catalogazione, oltre a dividere gli attori in attori di prima fascia, di seconda fascia e di terza fascia, cosa piuttosto mortificante, a maggior ragione per chi si dovesse trovare declassato.
Un minimo unico e più alto poggia la sua ragione sulla necessità di offrire la possibilità di raggiungere un livello di paga professionale (di cui poter vivere) soprattutto ai lavoratori con minor potere contrattuale. I minimi lordi richiesti dalla SLC-CGIL (1.200 per ruoli primari, 900 per ruoli secondari e 700 per i ruoli più piccoli) appaiono troppo bassi e troppo simili se non addirittura talvolta inferiori alle paghe già in uso – che già rendono difficile il professionismo nei ruoli minori.
Esempio: Quante pose  dovrà fare ogni anno un attore di piccoli o medi ruoli per raggiungere uno stipendio paragonabile, ad esempio, ad un impiegato o operaio? 20 o 30? E a quanti film dovrà quindi partecipare ogni anno dal momento che fa principalmente piccoli e medi ruoli? 10? Nota: è disponibile, inoltre, il precedente del CCNL Prosa, in cui l’introduzione di minimi troppo bassi ha prodotto di fatto uno schiacciamento in basso delle paghe.

Al minimo più alto rispetto alla piattaforma SLC-CGIL, è stata aggiunta la formula (commutata dal contratto francese) di un incremento del 15% della paga minima per i ruoli da 1 a 5 pose, sempre per sostenere la parte più fragile della categoria.

Si sottolinea inoltre come il diritto alla fissazione dell’immagine sia inscindibilmente connaturato alla professione dell’interprete di audiovisivo ed appaia dunque stridente, se non innaturale, distinguerlo dalla prestazione come prospettato dalla SLC-CGIL. Rimetterne poi la quantificazione alla libera contrattazione espone la parte più fragile della categoria al concreto rischio di vederselo riconosciuto in misura irrisoria se non nulla (la paga in questo caso non avrebbe alcun incremento, e presumibilmente, sempre per motivi fiscali, il 40% della stessa verrebbe considerato diritto d’immagine).

Si è ritenuto inoltre che la richiesta di rispetto delle proprie istanze vada accompagnata dalla consapevolezza e rispetto anche di quelle della controparte, distinguendo quindi le diverse realtà produttive e proponendo paghe minime modulate a seconda del budget di produzione (formula commutata dai CCNL inglese e tedesco), in un equilibrio tra le esigenze e l’interesse di entrambe le parti.
La modulazione dei minimi ha lo scopo di non penalizzare le produzioni Low Budget e Very Low Budget e di veder riconosciuti minimi più alti in caso di produzioni dai grande budget (che oggi,  al contrario, spesso offrono paghe basse facendo leva sull’interesse dell’interprete a prendervi parte).

N.B.: la possibilità di conoscere il budget di un’opera audiovisiva e di verificare il rispetto delle disposizioni contrattuali di legge è già presente negli attuali meccanismi di accesso ai finanziamenti pubblici e al riconoscimento del Tax Credit, cui ricorre pressoché la totalità delle opere audiovisive.

Riportiamo di seguito la piattaforma.

N.B.: La presente piattaforma verrà inviata a SLC-CGIL perché ne conosca, valuti e auspicabilmente integri le istanze.
       

 

 

Piattaforma di Richieste
del
TAVOLO APERTO di CATEGORIA
per un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL)
in Audiovisivo per Attrici e Attori

 

PREMESSA CULTURALE

La professione di attrice e attore in Italia, a differenza che nella quasi totalità dei paesi occidentali e non solo, ha dovuto attendere l’anno 2022 per ricevere dall’ordinamento democratico il riconoscimento giuridico e l’istituzione di un necessario Registro professionale da collegare alle tutele e ai sussidi sociali, che ad oggi non rintracciano e non raggiungono  i corretti destinatari. Per ottenere questo passaggio imprescindibile, anche di consapevolezza sociale, è stato necessario un grande movimento di categoria nato nell’aprile 2020 e scaturito dall’emergenza Covid-19.

Negli ultimi decenni, in Italia, a livello culturale e professionale, si è verificata, per ragioni che qui non disamineremo, una progressiva perdita di considerazione dell’arte drammatica. Le tutele contrattuali, andate via via scemando, a cominciare dall’entità delle paghe, hanno finito per penalizzare gravemente il professionismo, non riconoscendo più la natura stessa dell’arte drammatica, che richiede preparazione e studio: della sceneggiatura, del personaggio, della scena, dei rapporti, delle dinamiche psicologiche, della memoria, della voce, del corpo. Ogni interprete professionista sa che una scena, per essere interpretata con profondità, va studiata e sedimentata per giorni, dai tre ai cinque e anche più, se necessario.  Un lavoro, dunque, che non si svolge solo sul set nella giornata di riprese. La paga della posa deve comprendere questo lavoro “esteso”. E deve consentire la professionalità: è necessario che si conosca, e che si comprenda finalmente, che il protagonista di un film è richiesto sul set 20/30 giorni. Tutti gli altri interpreti, ugualmente necessari per l’esistenza dell’opera, molto meno.
Nei paesi dove il cinema è tradizionalmente un’industria di dimensione internazionale, la professione dell’interprete, elemento catalizzatore di tutte le professioni e arti coinvolte, ha storicamente ricevuto la massima considerazione e tutela, perché rendesse le migliori prestazioni possibili a beneficio del prodotto finale. In Italia, negli ultimi decenni, da parte di tutte le altre parti sociali, è stata inspiegabilmente sottovalutata e trascurata, di fatto restringendo sempre più l’area di professionalità a discapito del prodotto finale.

Per un rilancio dell’intero sistema, che superi la dimensione provinciale e si vada a collocare con competitività nel mercato ormai globale, come il nostro Paese e il talento che ha sempre espresso in tutti i campi meritano, è necessario che la consapevolezza, e il rispetto, delle dinamiche di questa professione giungano da parte del sistema produttivo. È necessario, in sostanza, che questa divenga finalmente, anche in Italia, una professione conosciuta, e riconosciuta.

Il CCNL Audiovisivo è il primo luogo dove è necessario ripristinare il rispetto dell’arte drammatica nella sua valenza più alta.


PREMESSA

A conoscenza dell’apertura di un Tavolo SLC-CGIL per l’elaborazione di una piattaforma di proposte per un CCNL Audiovisivo, nel mese di maggio abbiamo ritenuto necessario istituire un Tavolo Aperto di Categoria per focalizzare le posizioni della categoria, attraverso un confronto libero e partecipato, in un ambiente aperto a tutti i professionisti che lo hanno desiderato, a prescindere da qualsiasi appartenenza o meno.

Per alcuni aspetti si è riscontrata coincidenza di visione con la Piattaforma SLC-CGIL, della quale si sono condivise e adottate alcune formule. Per altri aspetti sostanziali, invece, sono emerse posizioni divergenti.


DIVIETO DI DISCRIMINAZIONE

Nel rispetto della Costituzione e delle leggi in vigore, non è ammessa nella scelta dei cast nessuna discriminazione; solo a titolo d’esempio: etnica, di genere, di età, di opinioni e scelte personali, religiose, politiche o di qualsiasi altro genere.

Per lo stesso motivo, si auspicano misure fiscali di incentivo alle produzioni che attuino l’impiego bilanciato di interpreti al di sotto e al di sopra dei 50 anni di età, per compensare l’attuale sensibile diminuzione di ruoli oltre i 50 anni.


INQUADRAMENTO FISCALE

Il lavoro dell’interprete ha natura giuridica di lavoro subordinato a tempo determinato a tutti gli effetti.
Qualora un interprete convenga ad instaurare un rapporto di lavoro autonomo, la paga a posa dovrà essere perlomeno superiore del 50% alla paga minima per un minimo di 10 pose.


PAGHE MINIME

Nel rispetto di una professione dalle connaturate discontinuità e alternanza di fortune e per favorire una coscienza unica di categoria si è optato per la richiesta di un  minimo unico per tutti, che affidi poi alla libera contrattazione di ognuno l’individuazione ogni volta della naturale differenziazione delle paghe.

Un minimo unico e più alto affonda la sua ragione nella necessità di offrire la possibilità di raggiungere un livello di paga professionale (di cui poter vivere) soprattutto ai lavoratori con minor potere contrattuale, per i quali cioè il diritto d’immagine incide marginalmente o non incide nella libera contrattazione.

Consapevoli che la filiera produttiva ha bisogno di funzionare armonicamente nell’incontro tra le esigenze di tutte le sue componenti, si è ritenuto che la paga minima unica vada necessariamente modulata in base alla tipologia di operazione produttiva (formula commutata dai CCNL inglese e tedesco), operando distinzioni tra le tipologie di opera e le dimensioni del budget.

FILM CINEMA o FILM TV
Budget da 1,5 a 4 milioni (4,5 milioni se opera “in costume”)

Paga minima unica a posa: 1200 euro
In caso di ruolo da 1 a 5 pose, la paga minima è maggiorata del 15% (formula commutata dal CCNL francese)

Low Budget: tra 800.000 euro e 1,5 milioni (2 milioni se opera “in costume”)

Paga minima unica a posa: 1000 euro
In caso di ruolo da 1 a 5 pose, la paga minima è maggiorata del 15%

Very Low Budget: sotto 800.000 euro (1 milione se opera “in costume”)

Paga minima unica a posa: 700 euro
(Accordi in deroga come “partecipazione amichevole”, “associazione in partecipazione” o altri restano naturalmente sempre possibili tra le parti)
In caso di ruolo da 1 a 5 pose, la paga minima è maggiorata del 15%

Very Very Low Budget: sotto 500.000 euro (700.000 se opera “in costume”)

Paga minima unica a posa: 500 euro
(Accordi in deroga come “partecipazione amichevole”, “associazione in partecipazione” o altri restano naturalmente sempre possibili tra le parti)
In caso di ruolo da 1 a 5 pose, la paga minima è maggiorata del 15%

Budget oltre 4 milioni (4,5 milioni se opera “in costume”)

Paga minima unica a posa: 1500 euro
In caso di ruolo da 1 a 5 pose, la paga minima è maggiorata del 15%

SERIE TV da 2 puntate in su
Budget a puntata da 1,2 a 3 milioni (3,4 milioni se opera “in costume”)

Paga minima unica a posa: 1200 euro
In caso di ruolo da 1 a 5 pose, la paga minima è maggiorata del 15%

Low Budget a puntata sotto 1 milione (1,2 milioni se opera “in costume”)

Paga minima unica a posa: 1000 euro
In caso di ruolo da 1 a 5 pose, la paga minima è maggiorata del 15%

Very Low Budget: sotto 600.000 euro (750.000 se opera “in costume”)

Paga minima unica a posa: 700 euro
In caso di ruolo da 1 a 5 pose, la paga minima è maggiorata del 15%

Very Very Low Budget: sotto 450.000 euro (600.000 se opera “in costume”)

Paga minima unica a posa: 500 euro
(Accordi in deroga come “partecipazione amichevole”, “associazione in partecipazione” o altri restano naturalmente sempre possibili tra le parti)
In caso di ruolo da 1 a 5 pose, la paga minima è maggiorata del 15%

Budget oltre 3 milioni a puntata (3,3 milioni se opera “in costume”)

Paga minima unica a posa: 1500 euro
In caso di ruolo da 1 a 5 pose, la paga minima è maggiorata del 15%

SOAP OPERA
(In caso di accordo a posa)

Paga minima unica a posa: 900 euro
In caso di ruolo da 1 a 5 pose, la paga minima è maggiorata del 15%

CORTOMETRAGGI

Low Budget sotto 20.000 (30.000 se opera “in costume”)

Paga minima unica a posa: 400 euro
(Accordi in deroga come “partecipazione amichevole”, “associazione in partecipazione” o altri restano naturalmente sempre possibili tra le parti)

Budget da 20.000 a 40.000 (50.000 se opera “in costume”)

Paga minima unica a posa: 500 euro
(Accordi in deroga come “partecipazione amichevole”, “associazione in partecipazione” o altri restano naturalmente sempre possibili tra le parti)

Budget tra 40.000 e 90.000 (100.000 se opera “in costume”)

Paga minima unica a posa: 700 euro

Budget oltre 90.000 (100.000 se opera “in costume”)

Paga minima unica a posa: 1100 euro

Budget oltre 120.000 (130.000 se opera “in costume”)

Paga minima unica a posa: 1300 euro


TFR

Il Trattamento di Fine Rapporto del 13,5% integra la paga di ogni giornata lavorativa.


PRORATA

In caso di prorata (posa oltre il numero di pose garantito da contratto o posa oltre il periodo contrattuale) la paga giornaliera è aumentata del 30%.
In caso di posa oltre il periodo contrattuale, se questa ricade in una data che eccede di più di due settimane la data prevista di fine riprese, la paga viene aumentata del 50%.
In caso di paga giornaliera uguale o superiore a 5 volte la paga minima, la prorata può essere uguale alla posa (formula commutata dal CCNL francese).
La data dovrà essere comunque concordata con l’interprete, che, in caso di impossibilità, dovrà produrre prova di avere già fissato altro impegno professionale.


ORARIO E STRAORDINARI

Il preavviso minimo di convocazione per una giornata di lavoro è di 48 ore.
Secondo disposizioni di Legge, l’orario di lavoro è di 8 ore con una pausa minima di 20 minuti.
Le ore che eccedono il normale orario di lavoro sono retribuite con una maggiorazione del 55%. In caso di prestazione eccedente le 8 ore, la pausa è di un’ora.
L’impiego del lavoratore per un orario minore, in base alle esigenze della direzione artistica e del piano di lavorazione, comporta comunque il riconoscimento dell’intera giornata.
Il riposo minimo tra una giornata lavorativa e l’altra è di 12 ore.


LAVORO NOTTURNO E LAVORO FESTIVO

Il lavoro notturno prevede una maggiorazione del 55%.
Il lavoro notturno straordinario prevede una maggiorazione dell’ 80%.
Il lavoro festivo prevede una maggiorazione del 100%.
Il lavoro festivo notturno prevede una maggiorazione del 100%.
Le maggiorazioni non sono cumulabili e prevale la maggiore.
Queste clausole vengono derogate in caso di paga giornaliera uguale o superiore a 5 volte la paga minima (formula commutata dal CCNL francese).


GIORNI DI VIAGGIO

I giorni di viaggio vengono retribuiti al 50% della paga concordata per la posa e soggetti a contribuzione e assicurazione.
Le spese di viaggio vengono sostenute dalla produzione e non anticipate dal lavoratore.

TRASPORTI

Il trasporto del lavoratore dalla sua abitazione o residenza al luogo di lavoro e ritorno sono a spese, cura e responsabilità della produzione. In caso di richiesta al lavoratore di raggiungere il luogo di lavoro con mezzi propri o pubblici, le spese e la copertura assicurativa restano a carico della produzione e vanno regolamentate con espresso accordo all’interno del contratto o separatamente.


DISPONIBILITÀ

I giorni di disponibilità fuori sede vengono retribuiti al 50% della paga giornaliera e soggetti a contribuzione e assicurazione.

La disponibilità in sede prevede  il pagamento di 1 posa alla paga minima per ogni settimana di disponibilità in cui non si effettuino almeno 3 pose.
La disponibilità in sede comporta anche il versamento da parte della produzione del contributo minimo per ogni giorno di disponibilità richiesta.


PROVE

I giorni di prove (trucco, costumi, letture e quant’altro) vengono retribuiti al 33% della paga concordata per la posa in caso di impegno fino a 3 ore, al 66% della paga concordata per la posa in caso di impegno oltre le 3 ore e fino a 6 ore, al 100% della paga concordata per la posa in caso di impegno oltre le 6 ore (in Inghilterra è sempre il 100%).
I giorni di prove sono soggetti a contribuzione e assicurazione.


DOPPIAGGIO

I giorni di doppiaggio del proprio ruolo (voce/volto) vengono retribuiti al 33% della paga concordata per la posa in caso di impegno di un turno (3 ore), al 66% della paga concordata per la posa in caso di due turni, al 100% della paga concordata per la posa in caso di impegno di 3 turni.


Deroga Prove e Doppiaggio:
In caso di paga uguale o superiore a 3 volte la paga minima, le percentuali per i giorni di prove e di doppiaggio variano in 25%, 50% e 75% della paga concordata per la posa (formula ispirata dal CCNL francese).


WELFARE

Tutte le giornate di lavoro, le giornate di disponibilità richieste dal contratto, le giornate di prove, di viaggio e di doppiaggio sono riconosciute ai fini previdenziali e contributive.
La preparazione necessaria ad ogni giornata di set connaturata alla professione, richiamata in premessa, viene riconosciuta dall’Inps con l’accredito di ulteriori 3 contributi figurativi per ogni posa effettuata, utili al raggiungimento dei requisiti per gli ammortizzatori sociali e per la maturazione dell’anno pensionistico.

Le giornate di prove, di set, di viaggio, di disponibilità fuori sede e di doppiaggio sono riconosciute ai fini assistenziali Inail.


MODALITÀ DI PAGAMENTO

Il pagamento delle spettanze relative ad ogni settimana di lavoro viene effettuato al termine della settimana successiva.

CALL-BACK 

In caso di provino “call-back”  la produzione riconosce al lavoratore un rimborso spese.


ADOZIONE DISPOSIZIONI DIRETTIVA COPYRIGHT UE 2019/790

Il CCNL richiama le disposizioni della Direttiva UE 2019/790 e delle norme di ricezione della stessa, nel riconoscimento di remunerazione agli interpreti proporzionata ai ricavi derivanti dal merchandising e dalla diffusione dell’opera.

 

 

APPENDICE


TUTELA DELLA PROFESSIONALIT
À IN AMBITO DI FINANZIAMENTO PUBBLICO

Si ritiene connaturata e necessaria conseguenza del riconoscimento giuridico della professione di attrice e attore, apportato dall’approvazione della Legge Delega dello Spettacolo e del Registro Attrici e Attori, la tutela della professionalità nell’interesse dell’intero sistema attraverso norme che prevedano:

  • Percentuale di attrici e attori professionisti nel cast da rispettare in caso di produzione sostenuta da finanziamento pubblico diretto o indiretto (Tax credit), comprese le produzioni televisive RAI.
    Possibili deroghe: ad es. film con molti bambini o giovanissimi o specifiche esigenze artistiche.
  • Percentuale di attrici o attori professionisti italiani da utilizzare da parte di produzioni straniere che girano in Italia, nel caso beneficino di finanziamenti pubblici italiani o agevolazioni fiscali (come avviene ad es. negli Stati Uniti)

 

ASPETTO CONNESSO, DA AFFRONTARE IN SEDE DI DEFINIZIONE DEI DECRETI ATTUATIVI DELLA LEGGE DELEGA DEL GOVERNO SULLO SPETTACOLO

Si ritiene importantissimo che la riduzione già ratificata da 120 a 90 (con l’adozione del moltiplicatore “x 2” delle giornate contributive effettuate in audiovisivo)  come requisito necessario per maturare l’anno pensionistico venga applicata retroattivamente a tutti gli anni decorsi dall’innalzamento da 60 a 120, per rimediare ad un provvedimento a suo tempo ampiamente ingiustificato e che ha procurato un danno incalcolabile alla categoria, che si trova oggi a dover “scalare” dei requisiti pressoché irraggiungibili almeno per il 90% dei professionisti.