RAAI

Registro Attrici Attori Italiani

 

Con la realizzazione di questo portale si è inteso dare seguito e corpo alla straordinaria confluenza di volontà della categoria intorno alla necessità di un Registro professionale delle Attrici e degli Attori Italiani: strumento tanto semplice quanto rivoluzionario, perché presupposto imprescindibile per la definizione e il riconoscimento della categoria e per conferire destinatari certi ad ogni istanza di tutela sociale e professionale.
Questo in accoglimento della Risoluzione europea del 7 giugno 2007 sullo Statuto Sociale degli Artisti che sollecita gli Stati membri a creare registri degli artisti professionisti.

 

Con questo portale s’intende altresì dare voce e forza alle istanze della categoria, creando un libero luogo d’incontro tra i professionisti, i media, gli altri operatori del settore e il pubblico.

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Valorizzare la professionalità

Il Registro Attrici Attori Italiani non è un albo: non esclude perciò, in nessun modo, dall’esercizio della professione chi non abbia ancora i requisiti per accedervi, ma è finalizzato all’identificazione dei professionisti, sulla base dei parametri individuati dalla categoria, cui indirizzare sostegni specifici e ammortizzatori sociali basati sulle reali dinamiche professionali e non inaccessibili ai più come fino ad oggi.

Valorizzare l’arte interpretativa

Chi siamo

Nell’aprile 2020, constatando che una enorme parte delle attrici e degli attori professionisti risultavano invisibili ai criteri del Governo per i sussidi d’emergenza Covid-19, all’interno della categoria è stata avviata un’iniziativa libera e partecipata, mirante a colmare il vuoto legislativo relativo al mancato riconoscimento giuridico, in Italia, della professione di attrice ed attore, che storicamente ha penalizzato l’intera categoria in termini di tutele e ammortizzatori sociali.
Tale iniziativa ha raccolto in breve una massiccia adesione di oltre 2000 professionisti – oggi oltre 2500 – intorno a dei parametri condivisi che definiscono l’attrice e l’attore professionista.

 

Due mesi dopo, l’iniziativa ha prodotto la prima proposta di Legge (Madia, qui il documento) e sei mesi dopo la seconda (Racchella, qui il documento) che comprendeva anche altre istanze presentate dal RAAI ai tavoli permanenti istituiti nel frattempo dal Ministero della Cultura, come l’abbassamento a 60 dei contributi annui richiesti per maturare la pensione (v. qui e qui), un bonus previdenziale di 120 contributi per il 2020 e 120 per il 2021 per tutti gli attori professionisti (v. qui e qui),  il credito d’imposta esteso al Teatro (v. qui), l’Istituzione dei Licei delle Arti e dei Mestieri dello Spettacolo (v. qui e qui) e la revisione delle indennità di malattia e di disoccupazione con la previsione di parametri specifici e raggiungibili per attrici e attori (v. qui).

Entrambe le proposte di legge sono poi confluite nella approvata Legge Delega del Governo 106/2022, che ha istituito i Registri delle professioni dello spettacolo.

 

Per costruire e gestire questo portale, non potendo operare a nome di singoli, e per promuovere istanze a favore e a sostegno della categoria, è nata l’Associazione di Promozione Sociale RAAI, costituita dai promotori dell’iniziativa e aperta a chiunque voglia associarsi e partecipare all’attività dell’Associazione.

Non è necessario associarsi per registrarsi al Registro Attrici Attori Italiani, che resta aperto gratuitamente a tutti i professionisti.

 

L’Associazione di Promozione Sociale RAAI è apolitica, aconfessionale, non persegue scopo di lucro ed ha finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, a carattere artistico, culturale, sociale, assistenziale e di promozione sociale.

Consiglio direttivo
dell’Associazione di Promozione Sociale RAAI

Raffaele Buranelli (presidente), Monica Guerritore (vice presidente vicario), Maddalena Crippa (vice presidente), Daniela Scarlatti (segretario generale), Patrizio Rispo (tesoriere), Karin Proia (portavoce), Edy Angelillo, Claudio Botosso, Luigi Di Fiore, Antonella Fattori, Augusto Fornari, Domenico Fortunato, Emanuela Grimalda

Altri soci fondatori
Fabrizio Apolloni, Michele D’Anca, Marina Pennafina

Soci (parziale)
Adolfo Adamo, Ferdinando Maddaloni, Antonella Questa, Anton Giulio Pandolfo, Riccardo Leonelli, Peter Schorn, Michele Lattanzio, Federico Torre, Donato Demita, Simone Toffanin, Luca Bastianello, Ilir Jacellari, Daniele Ferrari, Giuseppe Piromalli, Antonio Serrano, Giulia Tomaselli, Tommaso Garrè, Isabel Russinova, Gianluca Magni, Morgana Giovannetti, Enzo Piscopo, Valeria Vaiano, Peppe Zarbo, Francesca Beggio, Marina Giulia Cavalli, Veronika Logan, Jerry Mastrodomenico

Soci sostenitori
Eugenio Piovosa, Alessandro Costantini, Francesco Fiumarella, Associazione “Gli amici di Massimo” Onlus, in memoria di Valerio dell’Anna, magistrato, pretore, procuratore, vicesindaco di Saluzzo, che al termine della carriera professionale ha messo a disposizione del teatro e del mondo della cultura il suo sapere e la sua passione per la conoscenza.

registroattoriitaliani@gmail.com
Leggi lo Statuto dell’Aps RAAI (pdf)
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Infrastruttura sociale

Il Registro Attrici Attori Italiani crede nella necessità di riportare la Cultura e l’Intrattenimento Culturale al centro della società, vicino alla popolazione, ai bambini, ai giovani e alle fasce sociali più fragili. La narrazione e la rappresentazione poetica e artistica, connaturate all’uomo, stimolano conoscenza e riconoscimento dell’altro, elaborazione del pensiero, comunione del sentire, immaginario collettivo, condivisione, senso di appartenenza e conforto. Cultura: infrastruttura sociale come la Scuola e la Salute.

Il Registro Attrici Attori Italiani è finalizzato al riconoscimento della professione di attrice e di attore

Mission

Un Registro delle attrici e degli attori professionisti è il fondamento imprescindibile per avere una chiara identità, sia al proprio interno che all’esterno, e per creare una necessaria coscienza di categoria.

 

L’Associazione RAAI:

 

persegue la tutela e la valorizzazione della professionalità nell’arte drammatica, con l’obiettivo di creare le condizioni perché anche i professionisti meno in vista raggiungano un livello di riconoscimento professionale e istituzionale che permetta loro di vivere del proprio mestiere;

 

si propone di dialogare con tutti gli altri soggetti delle filiere cinematografica e teatrale – produttori, autori, troupe, maestranze, distributori, esercenti – per conoscere e armonizzare le esigenze di ognuno e individuare e proporre in condivisione riforme di sistema che generino maggior lavoro e migliori condizioni nell’interesse  di tutti;

 

crede nell’importanza di riconoscere uguale rilievo, considerazione e tutela alla produzione (e distribuzione) mainstream e a quella indipendente; per favorire maggiore produzione di lavoro e pluralità espressiva, nell’interesse dei lavoratori della filiera, della fecondità artistica e culturale del sistema e per recuperare quel pubblico che non trova stimolo in un’offerta  troppo spesso omologata;

 

persegue la diffusione in Italia di una maggiore cultura e percezione sociale dello spettacolo come ambito professionale altamente qualificato in tutte le sue componenti tecniche ed artistiche.

 

crede nell’importanza di adottare formule che favoriscano una maggiore distribuzione del lavoro;

 

crede nell’importanza di adottare formule di premialità per le produzioni che distribuiscano lavoro con rispetto della parità di genere;

 

rivendica la presenza di attrici e attori nel Consiglio Superiore dello Spettacolo e in tutte le Commissioni consultive e decisive di misure e finanziamenti, essendo quella dell’interprete la professione intorno alla quale ruotano tutte le altre professioni dello spettacolo e la più esposta, ma la più fragile dal punto di vista professionale e di tutele sociali;

 

crede nell’importanza di adottare misure che contribuiscano a colmare la sperequazione comprovata nell’industria dell’audiovisivo, tolti i ruoli protagonisti, tra ruoli femminili e maschili a discapito dei primi; ciò, oltre che per equità occupazionale, anche per le ripercussioni culturali che ne scaturiscono;

 

segnala che è necessario tenere conto nei requisiti richiesti per le tutele sociali che quella dell’interprete è una professione che dopo i 50 anni declina sensibilmente, ancor più per le donne, offrendo sempre minori occasioni di lavoro (per il teatro è sufficiente analizzare statisticamente ad esempio i testi classici e per l’audiovisivo le tendenze di mercato);

 

crede nell’importanza di adottare misure e formule che favoriscano la possibilità di accesso ai finanziamenti anche a nuove idee, nuovi autori, nuovi imprenditori;

 

si propone di promuovere iniziative a sostegno della categoria con particolare attenzione a chi versi in condizioni di difficoltà.

Misure proposte

Dalla nostra costituzione nel 2020 abbiamo individuato e sostenuto, in tutte le sedi, le seguenti misure a nostro giudizio determinanti per il rilancio occupazionale, artistico e culturale dei comparti audiovisivo e teatro:

 

  • Istituzione dei Registri delle professioni dello spettacolo
  • Istituzione nel sistema scolastico dei Licei dello Spettacolo, sul modello anglosassone, per offrire una preparazione concreta e generale, affidata a professionisti, da approfondire poi nelle accademie specialistiche di alta formazione
  • Istituzione di un Fondo Speciale Progresso Cinema, particolarmente sostenibile perché dotato di meccanismi di autoalimentazione, per la produzione, in aggiunta a quella consueta, di film dal budget contenuto e prefissato (ad esempio di 1 milione), interamente finanziati dal Fondo e con una circuitazione già garantita, che rappresenti una fucina di idee e talenti e in cui, per ogni sessione, ogni professionista possa prender parte ad una sola opera così da distribuire il lavoro e in cui le opere debbano presentare equa distribuzione dei ruoli in base al genere e all’età  (v. qui per maggiori dettagli)
  • Abbassamento a 60 dei contributi previdenziali necessari per maturare l’anno pensionistico (v. qui) – come era fino al 1992 quando peraltro il lavoro era di più e la cassa Enpals era comunque in grande attivo – con un moltiplicatore x3 per le pose degli attori in audiovisivo e con l’affiancamento del criterio retributivo a quello contributivo (il solo criterio contributivo infatti è poco indicativo del flusso fiscale generato vista l’ampia oscillazione delle paghe)
  • Revisione delle Commissioni di selezione per l’attribuzione dei finanziamenti pubblici di ogni genere, perché non siano composte per anni e lustri dagli stessi membri, non fosse altro perché le scelte non esprimano sempre i loro stessi gusti. Si propongono dunque Commissioni composte da professionisti (attori, autori, produttori, distributori, esercenti, critici, ecc.), sorteggiate dopo la presentazione delle domande, che dimostrino di aver letto tutti i progetti, pagate per il lavoro che svolgono come è in tutto il resto d’Europa e che cambino ad ogni sessione
  • Istituzione di un Nuovo ETI Ente Teatrale Italiano, sotto forma di agenzia informatizzata, che favorisca la circuitazione sul territorio nazionale del teatro privato
  • Una nuova Legge Teatro che tra le altre cose regolamenti la distinzione tra teatro professionale e amatoriale sia per l’accesso ai bandi (Codici Ateco distinti) che per la riconoscibilità agli occhi del pubblico (dicitura “Compagnia amatoriale” obbligatoria nel nome), che possa così operare scelte consapevoli e non confondere le due realtà, e che regolamenti i circuiti regionali in relazione al circuito nazionale gestito dal Nuovo ETI (a tale scopo abbiamo istituito un Tavolo Aperto di discussione, v. qui)
  • Il rinnovo dell’attuale CCNL Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro Prosa, ampiamente carente e inadeguato
  • La stipula di un CCNL Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per attori in Audiovisivo, ancora oggi inesistente, che preveda condizioni che permettano anche a chi senza ricoprire ruoli da protagonista svolge in media 20 giornate in un anno (traguardo tutt’altro che scontato per ogni professionista) di vivere del proprio lavoro (a tale scopo nel 2022 abbiamo tenuto per sei mesi un Tavolo Aperto di Categoria: v. qui la Piattaforma che ne è scaturita e che abbiamo messo a disposizione di SLC-CGIL)
  • Alla Dichiarazione dei cineasti del 3 settembre 2023 alla Mostra del Cinema di Venezia, abbiamo proposto un coordinamento Autori, Registi, Produttori, Attori per riforme di sistema condivise
  • (per maggiori riscontri e approfondimenti, v. le pagine News e Documenti di questo portale)

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