Partito il 14 settembre l’iter in Senato del ddl «delega al Governo e altre disposizioni in materia di spettacolo»

Partito il 14 settembre nelle commissioni 7^ e 11^ del Senato l’iter del Disegno di legge «delega al Governo e altre disposizioni in materia di spettacolo». Gli interventi dei relatori, Nunzia Catalfo, M5s, ex Ministro del Lavoro, e Roberto Rampi, PD, hanno illustrato alcune novità previste dal ddl come: un registro nazionale per i lavoratori dello spettacolo, nuovi ammortizzatori sociali, un osservatorio dedicato e la riorganizzazione degli strumenti di sostegno economico temporaneo. Rampi ha sottolineato l’esigenza di attivare strumenti idonei a fronteggiare la discontinuità del lavoro che caratterizza il settore, oggetto di molte sollecitazioni nel corso delle audizioni.
Riportiamo dall’articolo di Michele Damiani su Italia Oggi del 16/09/2021 “Un registro per lo spettacolo”:
Il ddl si compone di quattro articoli; il primo è quello che delega il governo ad adottare uno o più decreti legislativi per il riordino e il coordinamento delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di spettacolo, come si legge nella relazione tecnica al ddl. Attenzione speciale dovrà essere dedicata a una revisione complessiva degli ammortizzatori sociali, anch’essa da realizzare attraverso la pubblicazione di uno o più dlgs. Focus sugli strumenti di sostegno economico temporaneo «tenuto conto del carattere strutturalmente discontinuo delle prestazioni lavorative».
Il governo dovrà quindi aggiornare e definire i requisiti di acceso agli strumenti di sostegno, stabilendo il limite massimo annuo di reddito, di prestazioni lavorative e le varie incompatibilità. L’articolo 2 introduce il nuovo registro nazionale dei professionisti operanti nel settore dello spettacolo, che dovrà essere articolato in sezioni secondo le categorie professionali «anche al fine di riconoscerne e valorizzarne le diverse specificità». La finalità del registro «è quella di conferire maggiore identità agli appartenenti alle categorie di lavoratori operanti nel campo dello spettacolo». Il registro sarà consultabile sul sito del Ministero della cultura che dovrà emanare un decreto per definire i requisiti e le modalità di iscrizione. L’articolo 3 porta delle modifiche all’Osservatorio sullo spettacolo; nel dettaglio, lo stesso potrà stipulare convenzioni con le università al fine di ospitare tirocini formativi curriculari. L’articolo 4, infine, prevede che l’Inps, entro 120 giorni dall’entrata in vigore del testo, provveda ad attivare sul proprio portale web «specifici servizi di informazione in favore degli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo, ivi conclusa la consultazione dell’estratto conto contributivo, anche con riferimento alle attività svolte all’estero».