Comunicato RAAI. 13 febbraio 2024

Come RAAI Registro Attrici Attori Italiani ci dissociamo da tutte le autoproclamate assemblee, rappresentanze, sigle, comunità, coordinamenti, reti, movimenti, associazioni e via dicendo, che si esprimono e prendono iniziative e posizioni a nome dei “lavoratori dello spettacolo” (definizione vaga, buona per tutte le occasioni) o della nostra categoria professionale, senza averne titolo e/o senza alcun necessario confronto preventivo. I trasversali giochi di potere e spartizioni cui abbiamo assistito nei decenni, così come nelle ultime settimane sulle nomine al Teatro di Roma, nuocciono alla Cultura, allo Spettacolo, alla famiglia del Teatro: attori, autori, registi, compositori, musicisti, scenografi, costumisti, sarte, ingegneri delle luci, del suono, direttori di scena, elettricisti, macchinisti, attrezzisti, trasportatori e via dicendo, tutto quel mondo che ogni giorno dell’anno, d’estate e d’inverno, tiene viva la luce del Teatro in ogni angolo del Paese, con passione e sacrificio, quel mondo che nutre lo spirito, creando occasioni di pensiero, condivisione e civiltà.
Riteniamo che chi si presta a sostenere giochi di partito non tuteli, e anzi leda, gli interessi di categoria e di settore e che sia anche questo il motivo per cui, storicamente, i lavoratori dello spettacolo e le rispettive categorie professionali non hanno avuto la necessaria credibilità. Associazioni e rappresentanze di categoria che mostrano qualsiasi colore politico, infatti, non sono per questo realmente rappresentative. Negli ultimi decenni, Istituzioni e sindacati non hanno mostrato conoscenza e prestato reale ascolto al Teatro e alle sue categorie professionali, lasciando molte figure, in particolare quelle artistiche, prive di adeguati inquadramento giuridico, previdenziale e sanitario e in alcuni casi del rispetto dei diritti minimi di lavoratori.
È il momento che artisti e tecnici del Teatro italiano comincino a prestare la propria voce e immagine non più a interessi politici di parte, ma alle proprie professioni, per mettere i partiti dell’intero arco parlamentare davanti alla responsabilità di averli dimenticati e abbandonati per decenni, non dimenticando però la pratica della divisione e moltiplicazione delle poltrone, i giochi di scacchiera e posizionamento, che hanno umiliato e umiliano la Cultura e lo Spettacolo italiano.